Il nuovo orizzonte di sfida per le risorse umane del vino

Perché un’azienda vitivinicola dovrebbe occuparsi di benessere organizzativo?

La questione è annosa ma dopo questo 2020 è diventata drammaticamente attuale: quanto influisce il clima aziendale e il benessere organizzativo sulla performance di un’azienda? In teoria tutti sono d’accordo sul fatto che persone più motivate e soddisfatte del ruolo, dell’organizzazione e dell’ambiente lavorativo producono di più e meglio: basterebbe citare una recente ricerca di FORBES che ha stabilito come un lavoratore poco coinvolto fa sprecare all’azienda il 34% della sua retribuzione, tra assenteismo e scarsa efficienza! Eppure, nella realtà, tutti noi conosciamo qualche azienda con pessima fama a livello di ambiente lavorativo e senza alcuna attenzione particolare per i propri collaboratori che nonostante ciò raggiunge risultati economici e finanziari eccellenti. E allora? Il tema è quello della sostenibilità. Quanto può reggere un modello di business che non tenga minimo conto dei fattori di soddisfazione dei collaboratori? Un’azienda poco organizzata, con ruoli vaghi accompagnati da forte pressione sui risultati, magari guidata da “capi” più che da leader, genera un livello di stress tossico decisamente sopra la media e questo porta effetti collaterali misurabili -a un livello quasi banale- con elevati tassi di assenteismo e di turn-over. Questa situazione, prolungata nel tempo, finisce per intaccare seriamente la reputation dell’azienda, compromettendo la possibilità di inserire talenti di alto livello (e vi garantisco che i candidati si informano sempre di più su come si sta a lavorare in una certa azienda e, se le voci non sono confortanti, rivolgono la loro attenzione altrove!).

Perché allora un’azienda del vino dovrebbe occuparsi del benessere organizzativo dei propri collaboratori? Potremmo limitarci a dire “perché è giusto farlo!”, ma ci sono motivi decisamente pratici:

  • La competizione accesa e globale che caratterizza in modo particolare il settore vitivinicolo italiano (impegnato contro una schiera di produttori internazionali sempre più agguerriti oltre che con le svariate decine di migliaia di produttori vitivinicoli italiani) riguarda sempre più la capacità di coinvolgere professionalità verticali, in grado di far uscire le aziende del vino dalla dimensione familiare e di renderle capaci di affrontare le sfide dei mercati internazionali. Per questo noi di WinePeople da tempo insistiamo sulla necessità di mettere al centro delle strategie delle aziende del vino il tema delle risorse umane e dei modelli organizzativi innovativi, come fattore chiave per “fare la differenza”.
  • La pandemia e gli esiti pesantissimi dei ripetuti lockdown hanno definitivamente tolto ogni dubbio: le aziende capaci di attrarre e trattenere al proprio interno le risorse con il più alto potenziale e le skill giuste hanno maggiori chances di successo anche in periodi di contingenza negativa, perché sanno mantenere la calma e affrontare le crisi in modo creativo e proattivo.

Ma cos’è il benessere organizzativo e come influisce sulla performance? Di questo tema si sono occupati i nostri partner DOF Consulting e Foxwin nel libro “FACILITARE IL CAMBIAMENTO – Lavorare con lo smart engagement”. Un lavoro di altissimo livello che definisce lo stato dell’arte dell’evoluzione organizzativa delle aziende di tutti i settori. Non si tratta di un manuale teorico ma di un road map per le aziende che vogliano ispirarsi alle avanguardie che -a livello internazionale stanno adottando modelli di business basati sulla responsabilità diffusa e l’auto-organizzazione, raggiungendo elevati livelli di benessere interno e grandi performance economiche e finanziarie pur [o proprio] in un contesto di vorticoso cambiamento.

A questa prima uscita seguirà una serie di articoli nei quali, prendendo spunto dai contenuti di questo testo, cercheremo di applicarli e adattarli alle specificità del settore vitivinicolo, alzando l’asticella del nostro impegno per la crescita e lo sviluppo delle risorse umane nelle aziende italiane del vino. Stay tuned!

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