Lavorare nel mondo del vino: competenze e ruoli specifici richiesti



Conoscere gli elementi peculiari del settore vitivinicolo italiano è essenziale per potersi approcciare a questo mondo che negli ultimi vent’anni è fortemente cambiato in tutti gli ambiti, compreso quello del lavoro.

Non potete essere il candidato giusto per un’azienda del vino se non avete chiare le competenze che dovete avere e come esse possano essere utili nel settore vitivinicolo.

In poco più di vent’anni il mondo del vino si è completamente trasformato, in tutti gli ambiti, compreso quello del lavoro. Se una volta lavorare nel mondo del vino significava, in estrema sintesi, o fare l’enologo o fare il commerciale (in Italia o all’estero), oggi i fronti dell’offerta occupazionale che caratterizzano il comparto vitivinicolo sono molto più diversificati e lo saranno ancor di più nei prossimi mesi post Covid.
La crescita di ruoli in questo settore è stata direttamente proporzionale alle evoluzioni dei mercati, ai fabbisogni del trade, dei consumatori.

Il punto di partenza che non deve essere mai dimenticato o sottovalutato è che il mondo del vino ha delle specificità che lo rendono di non facile lettura per chi ne è “estraneo”.
Approcciarsi al mondo del vino con una certa “ingenuità” rischia di tenerci lontano da esso. Ma quali sono, almeno a grandi linee, gli elementi più peculiari del settore vitivinicolo italiano?

In Italia ci sono circa 46.000 aziende vinificatrici ma circa il 75% hanno una produzione sotto le 15.000 bottiglie. Questo dato ha una semplice conseguenza: significa che circa 34.500 aziende non sono agli effetti pratici interessanti da un punto di vista di risorse umane.
Delle circa 11.500 aziende interessanti dal punto di vista occupazionale, sono solo 168 le società di capitali che nell’ultimo esercizio (2018) hanno un fatturato superiore ai 25 mln di euro.
Oltre a questa tipologia di “grandi” aziende, quelle che possono avere una reale capacità di investimento in risorse umane sono quelle comprese tra le 150.000 e i 15 milioni di bottiglie anno.

Potenzialmente però tutte le imprese sopra le 30.000 bottiglie iniziano a necessitare di risorse umane capaci di supportarle soprattutto sul fronte commerciale. E tra le 15.000 e le 150.000 btg troviamo ben 8.000 aziende che potremmo considerare il cuore dell’artigianalità enologica italiana.

E’ evidente che una polverizzazione della struttura produttiva di questo genere si traduce anche in una grande diversificazione delle figure professionali ricercate, soprattutto per quanto concerne le abilità personali e relazionali (le famose abilità invisibili ).

Vi sono manager idonei a lavorare in imprese medio-piccole, chi invece in quelle più strutturate e chi per esperienze ed attitudini a collaborare con più aziende contemporaneamente. Comprendere come primo passo se le vostre competenze e attitudini si adattino meglio ad una o all’altra realtà è fondamentale per evitare “matrimoni sbagliati”.

Distinguiamo le competenze richieste ai manager per tre tipologie di casi:

– aziende medio piccole e di carattere familiare: flessibilità nei ruoli, condivisione dei valori, capacità di muoversi cogliendo opportunità più che seguendo strategie di lungo termine, coinvolgimento e disponibilità (anche di tempo), fedeltà e attenzione alle relazioni interne;
– azienda strutturata di medio grande dimensione: specializzazione elevata, capacità di muoversi in contesti organizzativi complessi, abitudine a lavorare in modo pianificato e con report costanti, diplomazia e capacità di mediazione, focalizzazione sugli obiettivi specifici del ruolo e savoir faire adatto allo stile aziendale;
– “multi brand”, svolge la sua attività per più aziende vinicole: autonomia, intraprendenza, capacità di comprendere lo specifico di ogni azienda e di portarlo a fattore comune con le altre, focus preciso sulle proprie competenze specialistiche, capacità di assumersi rischi e abilità commerciali.

Per quanto riguarda i ruoli professionali non è più il tempo del “one man show”, produttori che cercano di ricoprire tutti i ruoli, sono infatti molteplici i ruoli che si sono aperti e hanno assunto un’autonoma fisionomia negli ultimi anni nel mondo del vino.
Per approfondire i ruoli  vi rimandiamo al libro “Talenti per il vino” che potete trovare qui . Chi saprà specializzarsi in uno di questi ruoli avrà ottime possibilità professionali nel comparto vitivinicolo.

Cosa fare in pratica?

Potete vedere le posizioni aperte del settore vitivinicolo, e inviare il vostro CV, nel sito WinePeople alla sezione Talent a questo link

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