WINEPEOPLE GOT TALENTS

Lunghe file di candidati ai provini per partecipare ai vari Talent show: ore di attesa, giurie spietate, con l’occhio attento a scovare chi potrebbe “bucare il video”, pochi eletti arriveranno alle fasi finali e -ancora meno- avranno i loro 5 minuti di gloria alla TV!

Scene divenute normali, in un mondo effimero ma che muove grandi quantità di denaro, come l’industria dello spettacolo.

Ovviamente, dei tanti che vengono “scoperti”, solo alcuni arriveranno ad un successo duraturo ma saranno sufficienti a ripagare con gli interessi chi ha avuto la capacità di intuirli nel mucchio. La cosa -piaccia o no- ha creato un “vivaio” di potenziali professionisti dello show business e ha fatto la fortuna anche delle figure dei “giudici” (siano essi cantanti o chef).

E nel mondo del vino, in particolare parlando di export manager, come si cercano i talenti?

Prima di rispondere dobbiamo fare una piccola precisazione: quando si parla di “caccia ai talenti” ci si riferisce alla ricerca di persone che hanno il “potenziale” per avere successo e regalare risultati a chi sceglie di investire su di loro. Non si parla di chi sta già calcando le scene dei mercati internazionali e ha già dimostrato quello che vale: per quello c’è il normale mercato della domanda e dell’offerta. E bisogna essere pronti a pagare tanto per avere i migliori!

Nel mondo del vino, dicevamo, si può parlare di una vera caccia ai talenti? Di sicuro c’è tanto “giro delle sedie” tra i soliti noti: aziende che cercano di portarsi via l’una all’altra gli uomini e le donne migliori, o anche non i migliori, basta che abbiano già esperienza nel “mondo del vino”, con la speranza che portino con sè una bella dote di clienti. La conseguenza: costi sempre più alti, risultati altalenanti e pochissime novità.

E come avviene la ricerca e la scelta? Nel 90% dei casi attraverso un passaparola, o fidandosi di alcuni opinion leader che “conoscono qualcuno che si occupa di export nel vino”. Nessun processo di selezione strutturato, nessuna analisi preliminare approfondita, per capire di chi si ha veramente bisogno, poca comparazione tra potenziali candidati, pochi strumenti di valutazione degli aspetti personali e delle soft skills. Insomma, spesso le aziende scelgono i loro manager con meno attenzione di come si selezionano i partecipanti ad “Amici” o “Master Chef”!

Noi di WinePeople abbiamo deciso di creare e mettere in moto una poderosa macchina per scovare e poi formare i talenti che costruiranno il futuro dell’export del vino italiano. Incrementiamo giorno dopo giorno il nostro database di manager esperti di export, preparati sul prodotto-vino e pronti a mettersi a disposizione delle aziende di questo settore che sta vivendo una fase di crescita nei mercati mondiali, crescita che però non durerà per sempre se non si sapranno trovare le giuste “risposte” in termini di risorse umane. Il mercato, si sa, non premia solo la qualità, ma anche la capacità di far arrivare i messaggi del brand e poi i prodotti al consumatore finale.

Perché dunque un’azienda del settore vitivinicolo dovrebbe affidarsi a WinePeople per la ricerca di personale specializzato nel settore vino? Per almeno 5 buone ragioni.

  1. Perché siamo specialisti del settore e conosciamo molto bene il comparto vitivinicolo con le peculiarità che lo rendono unico.
  2. Perché alle spalle abbiamo una società ufficialmente accreditata per la ricerca e selezione del personale, con professionisti di lunga esperienza, e siamo quindi in grado di aiutare le aziende a comprendere esattamente i loro bisogni e di valutare i candidati non solo sulla base delle competenze tecniche ma anche delle attitudini personali e relazionali.
  3. Perché la scelta della persona giusta da inserire l’azienda, grando o piccola che sia, è frutto di un percorso e di metodi rigorosi  e non può essere affidata al passaparola o alla “prima impressione”.
  4. Perché si accede a un network di potenziali candidati più ampio ed eterogeneo di quello a cui normalmente può arrivare la singola azienda.
  5. E infine, ma non ultimo, per far risparmiare tempo ai titolari e ai manager dell’impresa, delegando all’esterno attività molto onerose e “time consuming”.