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Ha ancora senso fare formazione in modalità digital?

Terminate le restrizioni legate alla pandemia, le aziende vitivinicole vogliono ancora fare formazione in modalità digital? Vediamo cosa ne pensano imprenditori e manager del vino. Di Riccardo Bertazzoni

Noi di Wine Meridian siamo impegnati da anni a vario titolo sul fronte dell’inserimento e aggiornamento delle risorse umane nelle aziende vitivinicole e ci siamo resi conto che spesso vi è una grande assenza di informazione in merito.

Cosa serve alla formazione vitivinicola per essere veramente efficace? Chi dovrebbe beneficiare della formazione? Quali competenze chiave sono necessarie per eccellere nel mondo del vino?
Per rispondere a queste e molte altre domande, abbiamo intervistato centinaia di imprenditori e manager per avere un riscontro diretto sullo stato delle attività di formazione nel mondo del vino. È emersa una generale consapevolezza sull’importanza della formazione e una buona percentuale di adesione a varie tipologie di corsi.

In due precedenti articoli abbiamo analizzato:

  • La frequenza di adesione a corsi di formazione e il relativo grado di soddisfazione;
  • Le figure aziendali che devono beneficiare maggiormente della formazione.

Di seguito vediamo invece le modalità formative più consone alle esigenze delle aziende vitivinicole.

Uno dei pochi lati positivi della pandemia è stata sicuramente l’introduzione della modalità digital per lo svolgimento di molte attività, tra cui la formazione. Ciò è testimoniato dal fatto che il 44,3% degli imprenditori intervistati è favorevole alla formazione digital rispetto ad altri metodi: si evitano perdite di tempo per raggiungere il formatore, ci si può connettere con qualunque ente in tutto il mondo e si può assistere alle lezioni registrate in qualsiasi momento della giornata.

Resta il fatto che dalla nostra ricerca è emerso che la maggioranza degli intervistati (55,7%) predilige una formazione erogata in presenza, declinata in varie modalità: nella sede aziendale (21,3%), in un luogo esterno e vicino all’azienda (27,9%) o nella sede del formatore (6,5%).

Vediamo quindi che la richiesta di ottimizzare i tempi e gli spostamenti riguarda anche coloro che privilegiano la formazione in presenza, solo il 6,5% preferisce recarsi nella sede del formatore.
La modalità in presenza permette l’interazione ed il contatto a tu per tu con i docenti ed evita alcune dinamiche che spesso si verificano con durante la formazione online, come la tendenza a distrarsi facilmente a causa dei vari stimoli ricevuti dal PC durante lo svolgimento del corso.

I risultati quindi delineano un quadro abbastanza equilibrato tra modalità digital ed in presenza, vediamo cosa ne pensano più nello specifico gli intervistati sulla formazione online.Nonostante la modalità digital vada incontro alle esigenze di quasi la metà degli intervistati, solo il 5,7% di essi crede che sia veramente la soluzione sempre preferibile per seguire dei corsi.
La maggioranza degli intervistati (33,6%) infatti ritiene che la formazione digital sia complessivamente meno efficace di quella in presenza.

Il 26,2% del campione ritiene che sia preferibile solo per una questione economica, dato che garantisce costi inferiori dovuti all’assenza di spostamenti ed eventuali affitti di alloggi. Il 27% dichiara che la modalità digital è preferibile in quanto garantisce la possibilità di rivedere le registrazioni e seguire direttamente le lezioni in qualunque momento della giornata.

In sostanza possiamo concludere che la modalità digital è richiesta principalmente per la facilità di fruizione, ma ha dei limiti di efficacia a fini didattici. La soluzione proposta è quindi di affiancare ad un corso digital dei momenti in presenza, per godere dei benefici di entrambe le modalità e limitarne i lati negativi.

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